Contaminanti alimentari squilibri ormonali e possibili interventi nutrizionali

I nutrienti da inserire in una giornata alimentare La salute del nostro organismo e della nostre cute, sono spesso correlate ad un ottimale funzionam...
5 aprile 2010
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Molteplici sono gli effetti che l’assunzione di queste sostanze possono indurre nell’organismo: gli ormoni steroidei possono causare disturbi della sfera sessuale; i betaagonisti hanno un effetto vasocostrittore e possono causare seri problemi nei soggetti cardiopatici; l’ormone della crescita impiegato nelle bovine in lattazione comporta un incremento del fattore di crescita che può essere poi riscontrato nel latte acquistato nel banco frigo, che può naturalmente essere ritrovato nell’individuo che lo beve. In Italia l’accuratezza dei controlli sanitari permette quasi sempre di escludere che i vari tipi di carni e di altri cibi presenti nel mercato possano contenere qualsiasi sostanza anabolizzante o pericolosa per l’uomo. D’altro canto, anche un’alimentazione non equilibrata nella concentrazione dei nutrienti assunti, può interferire con l’equilibrio metabolico. I nutrienti che devono essere inseriti nella nostra giornata alimentare sono: i carboidrati, le proteine, i grassi, le vitamine, i sali minerali e l’acqua. Carboidrati, proteine e grassi sono definiti “nutrienti energetici” perché apportano energia sottoforma di calorie. E’ stato scientificamente ed epidemiologicamente accertato che le proporzioni ottimali, nell’ambito dell’apporto calorico complessivo di una dieta sana ed equilibrata, devono essere le seguenti: il 5560% delle calorie totali deve provenire dai carboidrati, il 1015% dalle proteine e meno del 30% dai lipidi (Figura 1). Infatti, un’alimentazione scorretta, ricca in carboidrati semplici (per es. zuccheri, frutta, miele ecc.) stimola la produzione di insulina in quantità maggiore di una alimentazione dove si dà maggiore importanza ai carboidrati complessi (pasta, riso, pane, crackers ecc.). L’insulina, oltre a regolare la glicemia postprandiale, sembra che stimoli anche la secrezione ovarica di androgeni. Un intervento terapeutico che includa un cambiamento delle abitudini alimentare ed un aumento dell’attività fisica può migliorare la problematica ma non risolverla completamente, in quanto un’alterazione dei livelli ormonali deve essere corretta farmacologicamente. Tuttavia è stato evidenziato come nelle pazienti che presentano un eccesso di peso con iperinsulinismo, una riduzione delle quantità di calorie introdotte con la dieta ed il conseguente dimagrimento, migliorano in parte le alterazioni ormonali e le manifestazioni cliniche. Una dieta che preveda la giusta distribuzione dei nutrienti nella giornata riduce la secrezione di insulina, così come un cambiamento del tipo di cibi può modificare il metabolismo dei carboidrati e, in parte, quindi, la quantità di androgeni prodotta. Anche la presenza di alimenti ricchi di fibre vegetali può ridurre la secrezione di insulina e d i conseguenza diminuire la produzione ovarica di androgeni. Le scarse ricerche pubblicate sembrano suggerire che il calo ponderale in pazienti con ovaio policistico possa aumentare la frequenza dei cicli ovulatori. Inoltre un’attività fisica costante permette di migliorare la composizione corporea, con un aumento del tessuto muscolare ed una diminuzione del tessuto adiposo (massa grassa) e riduce la secrezione di insulina e la resistenza periferica dei tessuti a questi ormoni. E’ possibile, ma anche in questo caso non si può affermare con certezza, che l’esercizio fisico possa far diminuire la produzione di androgeni diminuendo i livelli ematici di insulina. Per concludere, possiamo dunque affermare che per mantenere il buono stato di salute dell’organismo, compreso quello della nostra cute, una alimentazione sana, variata ed equilibrata evita l’accumulo di sostanze dannose e rappresenta uno strumento fondamentale per ottenere il raggiungimento dell’equilibrio psicofisico.



